“La nuova cattolicità implica un nuovo rapporto tra uomo e natura.
Le vecchie cattolicità confessionali hanno praticamente tutte
lasciato gli animali e l’ambiente fuori dal loro orizzonte.
Francesco d’Assisi è una voce che ha gridato nel deserto.
Oggi, sotto lo shock dell’emergenza ecologica, ci si è resi conto
che l’universalità dell’evangelo non riguarda solo l’universo umano
ma anche quello animale e ambientale.
Già l’antico testamento contiene un “evangelo della natura” (Is 11,1-9),
attuatosi con Gesù che nel deserto
«stava con le fiere e gli angeli lo servivano» (Mc 1, 13).
Ci siamo resi conto, non senza sorpresa, che “ecumenismo” ed “ecologia”
hanno la stessa radice: oikos (in greco), cioè “casa”,
casa abitata (quindi abitabile!),
contrapposto a casa deserta, inospitale,
casa comune, condivisa, in cui si convive senza esclusioni e sopraffazioni,
ecumenica ed ecologica insieme.
La nuova cattolicità sarà nuova nella misura in cui saprà includere
nella sua universalità, oltre agli uomini, anche gli animali e l’ambiente. “
tratto da:
Paolo Ricca,
l’eclisse della cattolicità
retrospettiva sul secondo millennio della storia cristiana
in “Servitium”, Cattolicità Ridotta, n. 68/1990, p. 82.

Alessandro Bonvicino detto Moretto da Brescia
Cristo nel deserto con le fiere (o Gesù Cristo nel deserto nel deserto con gli animali selvatici)
(1515-1517 circa, secondo altre fonti intorno al 1540)
olio su tela 45,7 x 55,2 cm
Metropolitan Museum of Art – New York
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