Pentecoste dono dello Spirito Santo: tre definizioni

24 Mag , 2026 - Alfabeto Evangelico

” Tutto è niente se non sappiamo e non possiamo dire nulla di Lui. 

Tutto rimane vuoto discorso umano, se Egli non lo riempie. 

Tutto il cristianesimo, tutte le azioni e i discorsi della Chiesa 

non sono niente se Egli non rende veritiero quanto è asserito. 

Tutto ciò che viene affermato spinge a porre domande su di Lui, 

sulla sua realtà e la sua opera. Di chi intendiamo parlare? 

È chiaro: dello Spirito Santo. Che vogliamo dire, nel richiamarci a Lui? ” 

tratto da:

Helmut Gollwitzer

voce “Spirito Santo”, 

Dizionario del Pensiero Protestante Una teologia per non teologi 

a cura di Hans Jürgen Schultz, Herder – Morcelliana, Roma – Brescia, 1970, 527.

Traduzione di Paolo Vicentin.

” Lo Spirito santo è stato a lungo la cenerentola della Trinità. 

Quando le altre due sorelle si recavano al gran ballo teologico, 

lo Spirito santo veniva sempre lasciato a casa. Ma ora non più. 

La crescita del movimento carismatico all’interno di quasi tutte le chiese storiche 

(…) ha fatto sì che lo Spirito santo sia presente in modo preminente nella discussione teologica. 

Una nuova esperienza della realtà e della potenza dello Spirito ha avuto una forte 

influenza sul dibattito teologico sulla persona e l’opera dello Spirito santo. ” 

tratto da:

Alister McGrath

Teologia cristiana 

(Strumenti 1 Pensiero cristiano),

Claudiana, Torino, 1999, 2010 seconda edizione corretta e aggiornata, 282.

Traduzione di Domenico Tomasetto.

Vieni Spirito creatore 

Ridà la vita 

a chi è intorpidito dall’ansia. 

Dona coraggio ai depressi, 

speranza agli scoraggiati, 

(…) 

fede a chi la cerca. 

Ai muti dona la parola. 

A chi ama una parola d’amore. 

A chi è grato una parola di ringraziamento. 

A chi cerca la verità una parola vera. 

Agli sfiduciati una parola di speranza 

e a chi non sa come lodarti, 

una parola di lode, mio Dio. 

Risuscita i morti, 

agli stanchi ridona vigore. 

Chi è spossato possa alzarsi 

e muoversi chi non cammina. 

A chi è disorientato 

indica una via. 

tratto da:

Jörg Zink,

Come pregare Meditazioni, 

Claudiana Editrice, Torino, 1988, seconda edizione 1995, 49.

Traduzione di Giuliana Gandolfo.


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